di Pietro Spagnulo
L'ansia deriva da un meccanismo fisiologico, assolutamente normale, chiamato attacco-fuga .
Come tutti gli esseri viventi, noi siamo geneticamente predisposti a reagire al pericolo. E' del tutto comprensibile che l'evoluzione genetica ci abbia dotati di un forte istinto di reazione alle situazioni pericolose. Probabilmente non potremmo essere qui a leggere queste pagine se i nostri avi non avessero avuto la capacità di identificare e neutralizzare il pericolo, come ad esempio essere divorati da un predatore e, dunque, mettersi rapidamente al riparo. La natura ha curato particolarmente questo istinto e ci ha dotati di un meccanismo di reazione che consiste in una rapidissima attivazione di tutte le funzioni mentali, neurovegetative e neuromotorie necessarie per una efficace difesa: accelerazione del battito cardiaco, aumento del ritmo del respiro, trasferimento del sangue ai muscoli che diventano tesi e scattanti, aumento dell'attenzione e della vigilanza.
In pochi istanti siamo pronti ad attaccare o a fuggire .
Questo meccanismo è molto efficace quando dobbiamo affrontare un vero pericolo esterno che minaccia la nostra sopravvivenza.
Tuttavia, quando siamo di fronte ad un pericolo più evoluto , cioè che riguarda la nostra posizione sociale, la nostra immagine, i nostri rapporti, o altre situazioni tipicamente umane, il meccanismo attacco-fuga è ovviamente inadeguato.
Purtroppo in molte situazioni di questo genere il meccanismo attacco-fuga si attiva ugualmente, come se ci trovassimo di fronte ad un pericolo fisico, e dunque proviamo una emozione sgradevole e poco utile che chiamiamo ansia.
L'ansia quindi consiste nell'attivazione delle medesime reazioni fisiche e mentali del meccanismo attacco-fuga (accelerazione del battito cardiaco, accelerazione del respiro, tensione muscolare, elevata attenzione e vigilanza) che però si adattano poco alla situazione e che non migliorano la nostra capacità di affrontarla al meglio, anzi la peggiorano ulteriormente. L'insieme di queste reazioni fisiche costituiscono pertanto i cosiddetti sintomi dell'ansia .
I sintomi
I sintomi dell'ansia sono l'espressione dell'attivazione del meccanismo attacco fuga:
- tremori,
- tachicardia,
- palpitazioni,
- tensione muscolare,
- irrequietezza,
- fame d'aria,
- sensazioni di soffocamento,
- vertigini o sensazioni di sbandamento,
- nausea,
- diarrea,
- vampate di calore,
- brividi,
- nodo alla gola,
- sudorazione,
- sensazione di gambe molli,
- sensazioni di nervosismo e di allarme,
- difficoltà di concentrazione,
- difficoltà ad addormentarsi,
- irritabilità,
- idee catastrofiche, di allarme o di pericolo.
Naturalmente non è necessario che questi sintomi siano tutti presenti per parlare di ansia. Generalmente ogni persona affetta da ansia sviluppa una sua specifica combinazione di almeno 5 o 6 sintomi come quelli descritti.
Quando l'ansia si manifesta per un periodo lungo ed è legata a specifiche ed intense preoccupazioni (sulla salute dei familiari, la sicurezza economica, il lavoro, il futuro, etc.) che però risultano eccessive ed irrealistiche, si parla di Ansia Generalizzata .
Quando l'ansia è invece acuta e intensa, e collegata a pensieri catastrofici di morte, perdita di controllo, o paura di impazzire, svenire, di non essere soccorsi, o di mostrarsi agli altri in uno stato di malessere intenso, si parla di Attacchi di panico .
Quando l'ansia è legata alla esposizione a specifici oggetti, animali, persone o situazioni, che vengono pertanto accuratamente evitati, si parla di Fobie .
Come si cura
Gli studi mostrano che la psicoterapia cognitivo-comportamentale è la più efficace per affrontare questo disturbo. L'ansia generalizzata si affronta identificando con precisione cosa si teme e superandone le convinzioni e i problemi sottostanti.
Ad esempio, passate esperienze luttuose possono aver generato convinzioni distorte riguardanti la propria responsabilità. Ne può derivare uno stato di costante apprensione sulla salute dei propri familiari. Lo scopo della psicoterapia consiste dunque nel favorire un processo di ristrutturazione delle convinzioni distorte e di superamento delle emozioni negative legate al passato.
Anche le tecniche di rilassamento hanno mostrato una certa utilità, ma soprattutto se combinate con la terapia cognitivo-comportamentale. |