QUOTE (Hexe @ Sep 3 2007, 10:35 PM)

Infatti. Hai sempre dovuto "vegetare" perché era l'unico mezzo per fare fronte alle domande dell'ambiente. Da te ci si aspettava un dato comportamento e basta. Della serie: sii una brava bambina, lo facciamo per il tuo bene. Un bambino non ha i mezzi mentali ed emotivi per sottrarsi a questa mostruosa pressione; può solo ritirarsi in se stesso e dimenticare di avere una vita propria.
Nel tuo caso però è successa una cosa anomala: tu hai preservato la coscienza di te stessa.
Questo ti genera il "conflitto", il non essere sicura, l'avere paura.
E questa paura è antica, è quella della bambina che eri e che temeva di essere rigettata, messa fuori della porta, abbandonata se tu non ti fossi resa conforme.
Lili, ovviamente io sto dicendo solo quello che penso io, quindi, per carità, non prenderlo per oro colato.
In più ne parliamo e meglio è, almeno io penso così.
Non entro nel merito se la scuola sia o meno la cosa giusta o la pataccata gigantesca, al momento è irrilevante. L'unica cosa che importa è la tua paura, è quella che ti frega, è una subdola e menzognera consigliera che vorrebbe farti mantenere lo status quo: Lili deve stare seduta su una sedia, zitta e buona.
L'idea di andare da uno psicoterapeuta mi sembra perfetta, per il fatto che adesso tutto in te è in movimento e subbuglio, condizione ideale per avere un interlocutore in carne ed ossa.
Lili, infondo non so bene quale sia la tua visione di te stessa; posso dirti cosa si percepisce dall'esterno: tu sei una persona intelligentissima, con una ottima percezione di se stessa; ti hanno tarpato le ali, ma è tutto lì; non c'è nulla di sbagliato in te. Prova ne sia che riesci ad essere buffa, ironica, affettuosa, chiarissima nell'esprimerti, ecc.
Insomma, questa è l'occasione della tua vita, l'elemento nuovo, il calcio nel c..o, che ti porterà avanti; per il semplice fatto che indietro tu non ci tornerai.
Se poi fra 2 mesi tu decidessi di trasferirti a Bora Bora a raddrizzare banane o di condurre uno show alla radio locale o troverai un'anima gemella o chessoio, questo lo vedrai mano a mano.
Hai anche ragionissimo sul fatto di prendere le cose un giorno alla volta; tanto la vita ti riseva sempre sorprese ad ogni piè sospinto; volerla programmare o ritenere che ci sia sempre solo un binario non è realistico.
Lili un grande abbraccio e un bacione a te; a noi non devi dimostrare nulla, con noi la puoi proprio prendere come viene, noi ti vogliamo bene come sei, ansie, paure, manie, stratagemmi e tutto quanto compreso.
Sei una gande donna tu.
e ti leggo ora hexe, ma penso che ti devo ancora leggere e rileggere e rileggere....come faccio sempre con le cose che mi dici.
ecco io sento proprio quella paura lì, di essere rifiutata, sempre. una paura così profonda che è come sentirsi sempre non esistente, come se dal modo dell'altro di parlarti di guardarti, di risponderti, da quello dipendesse la mia vita. e ho passato la vita a cercare di capire come essere per gli altri, per non farli arrabbiare, infastidire, ecc. per me quella era la sola cosa importante, vivere come volevano altri, infatti io ho realizzato tutte le tappe della "brava bambina": diploma, laurea, lavoro da insegnante....anzi no....mi sono inceppata prima....e oggi lavoro, ma non sono certo la brava figlia di buona famiglia con posto sicuro.
è vero.....ora c'ho la mia paura di fronte....io e lei.
tu dici che lei mi vuole mantenere nei miei vecchi schemi?
come quando ti porta a andare sempre sullo stesso marciapiede, a mettere sempre lo stesso vestito, a chiuderti in un cerchio sempre più stretto.....
sì ero piena di regole da seguire date da me stessa per darmi sicurezza, poi sono saltate anche quelle. è saltato tutto.
e ho trovato una mia dimensione.....RIFIUTO TUTTO. e mi sono chiusa in un odio paranoico di tutto. sempre mantenendo maschera in famiglia, ridicola al progressivo aggravarsi delle mie condizioni. poi anche quell'equilibrio, dolorosissimo, si è spezzato, e mi sono dovuta rimboccare le maniche.
per me 4 anni fa anche solo farsi una doccia era un'impresa, perchè ero vissuta in anni di abbandono personale. tutto quello che è normale per tutti, per me era assurdo, era qualcosa da reimparare o addirittura imparare di nuovo. ma lo potevo fare solo se mantenevo una "barriera mentale" tra me e altri. la terapia mi ha costretto a confrontarmi con altri, con mondo, con esterno, invece di tentare di continuare a fare solo la mia parte nei momenti in cui ero costretta a frequentare gente.
ma non mi è bastata.....e la depressione mi ha portato qui....
scrivere qui e sul mio blog è stato il mio modo di avere un contatto col mondo.
mi ha dato una sicurezza e una solidità che la terapia non mi dava.
oggi camminavo, pensavo a cosa avrei scritto qui e mi sono detta, che voi rappresentate il mondo degli affetti, è l'invisibile mondo degli affetti, come una pelle più profonda. il lavoro rimane in superficie, gli affetti vanno più giù.
in effetti avere qualcuno con cui parlare di questo sarebbe perfetto. io ci sto pensando.
ma già poterne parlare con te è una grande benedizione.
non sono come mi descrivi.....ah sapessi io come mi vedo non lo so nemmeno.
se penso a come mi vedo, penso....una persona che ha lavorato tanto, forse per questo mi vedi intelligente.
è come se io abbia sostituito col la testa tutto il resto del corpo, per affrontare i miei terrori.
hexe già sono in ritardissimo nel risponderti.....continuerò a scrivere domani.
per ora ti abbraccio fortissimo.....e grazie....