QUOTE (zeronevaja @ Dec 17 2006, 11:15 AM)

allora, ci provo, vediamo ke succede ad accennare la mia storia. Alla stessa maniera di vedotuttonero ioavevo un rapporto terribile, con i miei genitori, soprattutto con mia madre. Mio padre, in fondo respirava la tensione di mia madre e nella maggior parte dei casi assumeva le posizioni di lei.
Sin da piccolina ero una ragazzina tranquilla, equilibrata, perspicace, matura, calma, ponderata, socievole, curiosa tutte caratteristiche ke mia madre in sè non credo avesse, nè a suo tempo (circa 15-20 anni fa appunto, nè ora). In me aveva trovato il suo pane, intendo il suo sfogo, le sue aspettative, le sue rivalse.
Sino a 14 anni circa ero in grado di reggere il ritmo, poi una serie di cose tra cui la frequenza del conservatorio, delle lezioni di musica, il liceo classico (mai avuto un debito), la frequentazione di teatri, concerti, gente, le sue pretese ke fossi anke carina e femminile e attraente, le sue pretese ke sfruttassi le mie potenzialità, perkè ne avevo e ne ho, e ne abbiamo NOI, insomma tutto questo a un certo punto, e anke delle convinzioni, cui accennavo nel precednte post, mi fecero crollare.
Subentrò la bulimia, da lì il baratro, perkè quel maledetto sintomo dell abbuffata mi faceva sentire inutile, INETTA, incapace di resistere alle tentazioni e agli impulsi del cibo, mi faceva sentire senza spina dorsale, mi dicevo ke non avevo vlontà per controllarmi, mi identificavo praticamente con quel sintomo.
Io ero quel riempimento di cibo, ero quello svuotamento di cibo, ero quel pensiero continuo e fisso al cibo, primo pensiero della giornata e ultimo e continuo.
Potete immaginare quanto tutto ciò fosse invalidante e quanto io mi facessi schifo, perciò qualunque cosa dicessero gli altri di me, la peggiore, ormai accettavo tutto, perkè tale giudizio me lo davo da sola.
Mia madre, con i suoi sfoghi, col suo carattere impulsivo, e secondo me delle volte, troppo incentrato su di sè, ormai non riusciva più a capirmi, piangeva, urlava, mi si scagliava contro verbalmente, io ero la causa di tutto e per di più trovava in me solo un muro di silenzio e passivo, (ero incapace di rispondere alle sue provocazioni, mi si annebbiava la lucidità) quel muro ke lei, (mi vuole troppo bene, ma forse è un bene egoistico, il suo ego rivedeva in me caratteristiche eccellenti, ke poi venivano confermati dalla scuola, da amici di famiglia, dalla mia maturità) cercava di abbattere.
anni, anni di lotte, di pianti, di sofferenza, d stare lontano da casa il più possibile durate il giorno, anni in cui ero scrutata nei miei persino anke piccoli movimenti, perkè mi credeva "STRANA", quindi voleva capire, e mi scrutava ed io dovevo reggere psicologicamente le sue torture e la mia bulimia. Potevo mai dirle 10 anni fa "mamma io SOFFRO di bulimia" o ancora peggio "mamma io SONO la bulimia", perkè questo secondo concetto è terribile, ancora più invalidante come dicevo prima.
Insomma credo di avere subito le vostre stesse torture, (ps una mia amica soffre di crisi di ansia come voi, però ha dei genitori splendidi, detto da lei, ke io conosco da 10 anni. Intendo non è detto, ke l ansia scaturisca da cattivi rapporti con i genitori. Ad ogni modo, anke sua madre è un pò ansiosa, ma non ha mai fatto alle figlie le torture come quelle delle nostre madri, ke sono persone fortissime).
Il finale della storia è ke oggi io ho riacquistato me stessa, ho pagatoun prezzo altissimo, ma volevo dirvelo e comunicarlo. Io ho toccato il fondo con mia madre, non potete capire ke bassezza, dai 17 circa ai quasi 24. Ma adesso sono ritornata quella di prima quella dell equilibrio, non le permetto più di torturarmi, se ho da farmi sentire lo faccio, decido e mi muovo benissimo in casa (prima ero anke impacciata, sempre soggetta al suo giudizio)
ed è questo quello ke lei voleva, voleva vedere una figlia capace di rispondere e ke non subisse, voleva una figlia ke le facesse da madre. Sto scrivendo cose parecchio gravi, però se fosse necessario vorrei essere contraddetta, vorrei essere corretta.
Altro finale della storia è ke la bulimia è appunto terminata, quidni è come se avessi risolto, un nodo gordiano dentro di me.
Non sto dicendo ke la colpa di tutto ciò è di mia madre, fare i genitori non è facile, soprattutto di figlie/i con tale sensibilità però vi racconto ciò per dire ke si può raggiungere quella benedetta indipendenza di pnsiero e di movimento ke ci faccia dire ciò ke pensiamo a chiunque, sia esso il genitore ke tanto crediamo ci detesti.
ciao rgz!
Non hai scritto affatto cose gravi, hai descritto tutta la verità, e, MOLTO PIÙ IMPORTANTE, stai dando la testimonianza che se ne esce e che sotto tutte le "malattie" possibili e immaginabili, noi ci siamo, sane, capaci di vivere, di capire, di elaborare; il nodo gordiano è diverso per ognuno di noi, ma, appunto perché è dentro di noi. siamo alla fin fine solo noi che lo possiamo sciogliere.
Sí esistono queste madri che fanno scempio dei figli, senza accorgersene magari, per una loro distorta visione di se stesse, tragico.
Ma esistono le figlie che a un certo punto capiscono di essere prima di tutto esseri umani indipendenti e allora riescono a spezzare la simbiosi orrenda.
Ogni tanto un'aiuto esterno ci da una mano, ma il cammino lo facciamo noi.
Grazie per quello che hai voluto comunicarci.