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Alcol e disturbi psicologici


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Questa discussione ha avuto 3 risposte

#1 emilio55

emilio55

    FdV Amico

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Inviato 13 August 2010 - 12:56 PM

articolo tratto da salute e benessere




Alcol e disturbi psicologici

I disturbi affettivi, presenti in tutte le malattie mentali, sono sovente all'origine dell'alcolismo.

Depressione Spesso è la conseguenza dell'alcolismo, ma in molti casi rappresenta la causa dell'insorgenza dell'alcolismo

Tristezza Porta sovente alla ricerca di meccanismi di sollievo come l'alcol, che diventa o il mezzo euforizzante o lo strumento di autodistruzione e di punizione

Nevrosi isterica Il soggetto tende alla trasformazione simbolica sul piano somatico dei conflitti interni, quindi tende a cambiare idee e sentimenti, trasforma i propri affetti in comportamento (svenimenti, sceneggiate...), cambia umore spesso, vuole essere al centro dell'attenzione senza sforzarsi troppo, seduce ma senza impegno, manipola la realtà, ha un atteggiamento irritante e lotta fra un bisogno di dipendenza e sottomissione e uno di affermazione. Questa è la condizione tipica dell'alcolista, che tende a esteriorizzare i problemi interni nel gesto del bere, perciò le sue difficoltà si concretizzano nell'atto e diventano più affrontabili e risolvibili

Nevrosi fobica Le paure e l'ansia, il continuo stato di allarme, diventano i fattori che scatenano l'abuso di alcol per il suo dubbio effetto ansiolitico, perciò il bere fino allo stordimento diventa un efficace palliativo

Nevrosi ossessiva La rigidità di pensiero, l'incapacità di andare oltre il particolare e di collegare più elementi per formare il tutto, la rigidità emotiva, il tentativo di sostituire i sentimenti con la razionalità, le crisi persecutorie, di spersonalizzazione e di rabbia caratterizzano le persone affette da nevrosi ossessiva e queste abusano con l'alcol in quei momenti di particolare ansia , e alternano periodi di consumo con tentativi di recupero per il timore di perdere il controllo della situazione.

Ansia L'alcolismo è probabilmente la principale conseguenza del disturbo da ansia generalizzata, situazione caratterizzata da una sensazione di allarme continua, come se dovesse accadere qualcosa da un momento all'altro, da tremori, contratture muscolari, da irrequietezza motoria, da formicolii, da battito cardiaco accelerato, da una sensazione di soffocamento.

Attacchi di panico Si verificano crisi di terrore non scatenate da alcuna particolare situazione, così "a ciel sereno", L'alcol, in questi casi, funge da calmante, procura un temporaneo sollievo tanto che questi pazienti non affrontano certe situazione senza prima aver bevuto qualcosa.

Disturbi della personalità Causati essenzialmente da un atteggiamento troppo rigido, non adattivo che causa una significativa compromissione nei rapporti sociali e lavorativi, sono di frequente associati all'abuso di alcol.

Disturbo antisociale Le persone che hanno un comportamento irresponsabile e antisociale, che non accettano le regole, anzi tendono a infrangerle volutamente, assumono spesso l'alcol e ne abusano, questo proprio per identificarsi in un modello di vita antisociale e quindi ricco di elementi come la rissosità, la promiscuità o l'aggregazione in bande; in genere appartengono a questa categoria i giovani al di sotto dei 30 anni incapaci di sostenere un'attività lavorativa stabile e continuativa, irritabili e aggressivi. Questa particolare situazione presenta una certa familiarità, infatti è possibile ereditare dall'ambiente familiare la predisposizione al disturbo e la tendenza all'etilismo.

La timidezza In alcuni soggetti giovani la timidezza, il timore di un giudizio negativo, il disagio sociale, le insicurezze sono i punti di partenza per l'abuso di alcol, che ha, per loro, una funzione di facile conforto. A questa categoria appartengono quegli alcolisti chiusi e introversi, che trovano nell'alcol il coraggio per esprimersi, per farsi valere, per manifestare quanto è represso, per partecipare alla vita rimanendo comunque in disparte.

Altri disturbi Ci sono persone che bevono perché si sentono sempre in uno stato di tensione elevato, generato dal timore, immotivato, di essere sfruttati o danneggiati, mentre altri bevono perché sono troppo sottomessi e dipendenti, indecisi e a disagio di fronte alle critiche. Facilmente predisposti all'alcol sono le persone sempre alla ricerca di attenzioni, di lodi, di rassicurazioni, di compagnia e incapaci di tollerare le frustrazioni. Il soggetto narcisista, che va incontro a crisi di rabbia e a umiliazioni non espresse, che ha una grande autostima, tendenzialmente rifugge l'alcol, ma saltuariamente incorre in eccessi alcolici.



Le cause che generano il fenomeno dell'alcolismo sono veramente molte, tanto che risulta impossibile stabilire con certezza fattori causali predisponenti più di altri. Certamente esiste un'insieme di più fattori socioculturali e psicologici alla base del problema. Su questi interviene poi l'effetto della sostanza, che costituisce il terzo elemento di grande importanza nel decidere di continuare a bere. L'alcol può essere considerato come il mezzo per sostituire o prolungare una situazione carente, può essere il mezzo per sentirsi disinibiti, euforici, tranquilli, per non sentire dolore, per socializzare meglio o perché è un uso comune. I motivi che inducono una persona a bere sono diversi e contrastanti fra di loro, dipendenti esclusivamente dalla propria personalità. Unica condizione costante è che l'uso continuato di alcol induce una diminuzione delle capacità mentali e razionali di una persona sfociando nel tempo in una vera e propria modificazione dell'Io. Il senso di critica cala, il controllo diminuisce e si accentua l'incapacità ad uscire dalla dipendenza e i vuoti che l'alcol crea nello stesso tempo li riempie. L'alcolismo cronico ruba insomma tutte le caratteristiche di una persona, facendola regredire sino ad acquisire significativi comportamenti infantili come la ricerca di una continua soddisfazione e la passività. Questo processo accomuna gli alcolisti, che arrivano ad assomigliarsi tutti, proprio per l'effetto di spersonalizzazione determinato dalla sostanza.

#2 Cilla

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    FdV Amico

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Inviato 14 August 2010 - 01:37 PM

Io non bevo da 2 anni non tocco un goccio, ma in passato ho avuto problemi conl'alcool, prima mi sedava poi mi scaturiva gli attacchi di panico, oggi non bevo più ma ho sempre gli attacchi.

#3 Rhiann74

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Inviato 18 August 2010 - 03:39 PM

Anche io ho bevuto tanto sia da ragazza..che in varie ricadute anche recenti..
Ma sono convinta che le cause a monte che spingono aa cercare l'alcol possono essere trovate,e credo che l'alcol sopperisca ad una mancanza,un vuoto che si sente dentro e che si cerca di riempire bevendo(altri mangiando o non mangiando per assurdo...)..
Ora sono alle strette,i miei mi credono di nuovo un'alcolizzata perchè in diverse ocasioni ho bevuto troppo..Che dire?
Ricordate gli incidenti con la macchina che ho avuto?C'è bisogno di dirlo?Avevo bevuto...
Ora cerco di rimettermi apposto,eppure io sò che l'alcol non è esattamente il mio problema,perchè ne facio un'uso saltuario,specialmente quando ero molto sotto stress o depressa...
Il mio problema sono io,l'ho sempre detto:non è l'alcol il mio problema o non riuscirei a stare tanto tempo senza bere nulla...
Ho bisogno di elaborare e vincere ciò che stà a monte..quel dannato senso di vuoto...

#4 John Barleycorn

John Barleycorn

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Inviato 22 February 2011 - 06:38 AM

Mà secondo me sei un'alcolista, ma senza offesa. Parlo da alcolista. Tutti ragioniamo come te quando nn vogliamo riconoscere il problema più grosso.
Sicuramente il senso di vuoto è la causa, ma rimani cmq un'alcolista a tutti gli effetti.




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